11 September 2014

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29 May 2014

liki liki LED lighting design | artwork lighting | fresco Basilica Santa Teresa

Umberto Bargellini | affresco | LED-lit test | liki liki design
Negli ambienti espositivi, la luce diurna e quella artificiale sono di importanza primaria poiché agiscono al livello emozionale sulle persone. È infatti, la luce ad evidenziare tutte le sfumature dell' oggetto esposto e a dare una struttura alle esposizioni

Gli spazzi espositivi tale musei e gallerie richiedono un progetto d'illuminotecnica equilibrato e preciso che renda possibile una giusta percezione delle opere esposte, delineando la loro ricchezza individuale e articolando il discorso espositivo nel confine tra luce ed ombra.

Inoltre, in contesti espositivi fortemente vincolati architettonicamente, come nei luoghi di culto, e nei edifici storici,la distribuzione dello spazio non e stata pensato per allogiare riparti espositivi. Ciò riguarda in particolare l'ingresso delle luce naturale che è spesso limitata dalle aperture esistente, una configurazione che richiede l'uso della luce artificiale al di là del semplice ruolo di complemento.

In tutti questi contesti espositivi, la variabilità e l'adattabilità della luce diventano vantaggi in grado di soddisfare diverse e distinte esigenze. La tecnologia dei LED insieme a sue sistemi di controllo favorisce un approccio concettuale non convenzionale e innovativo, purtroppo non ancora frequente nel settore museale.

Attraverso la possibilità di creare propri e veri scenari di luce e di modificarle in tempo reale, questa capacita di controllo e gestione fornisce una parte della risposta a la domanda su quale luce adottare per la messa in scena delle opere.

Attraverso una precisa selezione della luce, un sistema LED consente una lettura accurata della ricchezza e della profondità dell'opera, de sui colori e della loro profondità espressiva. Con sistemi di controllo che agiscono sulla resa cromatica, la luminosità e lo spettro del fascio emesso, una regolazione estremamente accurata consente di ottenere le sfumature di colore giusta per ogni singola opera e di conservare l'effetto prodotto da ogni singola sala.

Ciò si traduce in una eccellente visione delle opere, con un risultato superiore a quello finora ottenuto con le tradizionali sorgenti luminose e il vantaggio di una grande versatilità: i LED offrono nelle loro piccole dimensioni un'ampia gamma di temperature di bianco e un'eccellente saturazione del colore, un'assenza di emissioni UV e infrarossi, oltre ad un basso consumo di energia ed una lunga durata di vita. In più, il rendimento dei LED è tale che diventa possibile limitare la sollecitazione termica nelle sale espositive a livelli molto piu bassi senza l'utilizzo di un impianto di climatizzazione di grande potenza.   Aliki Polydor©2014-2016

06 April 2014

liki liki design luminaires | daffodil | the real Made in Italy | liki liki design studio

liki liki LED lighting design luminaires | daffodil | the real Made in Italy |  Fuorisalone indeed

liki liki LED lighting design |"daffodil"©2007 | the real Made in Italy

Time has come to value what Italian spring has brought about. "daffodil" accompanies Wordsworth's tribute to this magnificently bright and luminous flower. 6500K to be precise and obviously power LEDs.
Fuori Salone indeed.






"daffodil"©2007

21 March 2014

liki liki LED lighting design | About museum lighting | 2010

Inevitabilmente si sente dire a proposito dell'illuminazione degli spazi espositivi come la luce, oltre alla sua capacità di estrarre ed esaltare il senso delle opere esposte, ha una notevole componelinte emozionale che mira a colpire la memoria del visitatore e a portare il suo interesse verso il discorso espositivo voluto dagli organizzatori della mostra.

In sede di progettazione esiste la necessità e il dovere di un attento studio preliminare delle peculiarità e della storia di ciò sul quale si vuole intervenire, alla ricerca di un delicato equilibrio fra documentazione oggettiva delle opere, impronta creativa, esigenze funzionali e vincoli tecnici.
Sembra tuttavia comune che il progettista architettonico preferisce lasciare la parte tecnica della progettazione in mano ad altri, come se fosse qualcosa che non lo riguarda. Un atteggiamento di disinteresse che può diventare colpevole nel caso in cui il progettista architettonico non sia conscio della complessità e dell’importanza della parte del progetto che affida ad altri senza controllo. E sicuramente il caso dell’illuminazione nelle luoghi di esposizione, dove la luce può essere causa di gravi danni si interagisce con la conservazione. Troppo spesso l’illuminazione delle opere e degli spazi espositivi è lasciato in mani ingenue, le quali non riescono ad associare competenze specifiche ad una indubitabile buona volontà. Si vedono così veri e propri attentati alla vita delle opere commesse per semplice ignoranza.
Per tornare al aspetto tecnico, ad oggi esistono due grande famiglie di prodotti per l’illuminazione de luoghi d’esposizione: le fonti luminose autonome ed i sistemi d’illuminotecnica componibili. Nella seconda categoria si trovano il gruppo di quelli elementi che si possono associare in rete attraverso centraline e interfacce diverse. La plusvalenza di questo gruppo proviene sopratutto della possibilità di gestione dello posizionamento spaziale delle fonti luminose e della luce che emettono attraverso interfacce elettroniche o informatizzate. Ma spesso queste soluzioni emergono nel panorama degli progettiste di luoghi espositivi in largo anticipo rispetto a la loro capacita di comprenderne la portata e gli vantaggi operativi.

La tecnologia dei LED insieme a i sui sistemi di controllo favorisce un approccio concettuale non convenzionale e innovativo, non ancora presente nel settore museale. Attraverso la possibilità di creare propri e veri scenari di luce e di modificarle in tempo reale, questa capacita di controllo e gestione fornisce una gran parte della risposta a la domanda su quale luce adottare per la messa in scena delle opere.
A differenza degli contesti espositivi ex-nuovo, in un contesto espositivo fortemente vincolato architettonicamente, come nelle edifici che si trovano in molte zone storiche, o nelle luoghi di culto, la distribuzione delle spazi non e stata pensato fin da l'inizio come riparti espositivi. Ciò riguarda in particolare l'ingresso delle luce naturale, che è spesso limitata dalle finestre e aperture esistente, in una configurazione che richiede l'uso di luce artificiale al di là del semplice ruolo di complemento. In tale contesto, la variabilità e l’adattabilità della luce diventano vantaggi in grado di soddisfare diverse e distinte esigenze. Ad esempio, si può concepire un scenario di luce naturale simulata che riprende il significato della luce del sole in diversi momenti della giornata, o creare un raggio di sole che, diversamente, non potrebbe esistere nella realtà del luogo. Oppure si può cambiare il discorso espositivo facendo passare la stessa opera da un scenario a vocazione liturgica ad uno legata ad un’interpretazione a carattere scultoreo.
Per quanto riguarda la conservazione delle opere sottoposti alla luce, oltre il fatto che i LED bianche non emettono raggi ultravioletti né infrarossi, le piccole dimensioni dei LED consente l’uso di apparecchi che combinano diverse temperature di colore nella stessa fonte luminosa. Associandoli con i sistemi di controllo, diventa possibile agire sulla resa cromatica, la luminosità e lo spettro del fascio emesso, e di regolare il tutto in modo estremamente accurato in modo da poter ottenere le sfumature di colore esatte necessarie per ogni singola opera e per conservare l’effetto prodotto da ogni singola sala. Oltre questo, il rendimento degli LED è tale che diventa possibile limitare la sollecitazione termica nelle sale espositive a livelli molto bassi senza l’utilizzo di un impianto di climatizzazione di grande potenza.
Naturalemente tutti questi impostazioni sceniche sono reversibili e programmabili. Questo favorisce la creazione rapida e flessibile di nuove impostazione sperimentale per nuove chiavi di lettura del discorso espositivo.

Pertanto risulta evidente che il tentativo di inquadrare i legami tra progetto e illuminotecnica richiedono un’analisi che va oltre un semplice elenco di soluzioni preconfezionate. Si rivela necessaria l’intervento in fasi precise e univoche di una figura professionale orientata a porre le basi del progetto di illuminazione e a mediare tra le diverse parti coinvolte nel progetto espositivo globale.
Anche tutto questo fa parte di ciò che chiamiamo ambientare la luce.  liki liki LED lighting design blog
June 2010

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Not simply skimming superficially through the subject of LED lighting.

Not just designing light but explaining it.

Rare these days !

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