28 November 2011

liki liki LED lighting design studio | light and its power


Light beats ignorance.
Let's use it in its best form and with the best means while respecting the environment, the context and the people in it.

Aliki Polydor© 2007

23 September 2011

liki liki LED lighting design studio | Marmomacc | an example of bad lighting



Il contesto è alterato e non ha più la dimensione formale che necessita la pietra per mostrare la sua maestosità. Ci fa pensare un po al pessimo risultato ottenuto da Jean Nouvel al Museo di Quai Branly dove in un ambiente soffuso (ma neanche trendy) la luce, sempre alogena, e orientata sul visitatore invece di rivelare tra ombre e forme il mistero profondo della pietra di valore.
Fiera di Marmomacc 2011. Materia giusta SI. Luce NO.
Il Nero del Belgio e il Vigaria del Portogallo meritavano un illuminazione adeguata e professionale per cantare la loro bellezza. Non e stato il caso. Il progetto illuminotecnico dimostra una conoscenza scarsa del soggetto. Un disastro.Luce giusta NO, materia SI.
La scelta di un’ambientazione in nero su nero non e proprio di ottimo gusto e raffinatezza, specialmente quando realizzata in “tessuto”… Inoltre il celino dello spazio, anche lui scuro, non copre tutta la superficie dello spazio espositivo e lascia passare la luce dell’illuminazione del padiglione che e ad una temperatura di colore molto più alta e nonostante quasi migliore!

Bad lighting Marmomacc
Bad lighting Marmomacc

Fortunatamente, la pietra durerà più a lungo dalla fama del progettista-curatore...Cercare non sara difficile...

liki liki lighting design studio
"la luce c'è ma non si vede" ©Aliki Polydor Ottobre 2010
LED be there but with flair ©2010

02 January 2011

liki liki LED design | Applique a LED come si deve : d-light

La tendenza a rapportare l'essenza dei valori che caratterizzano il nostro modo di esistere alla loro capacità di emergere dal “brodo primordiale” della comunicazione è un aspetto fondamentale della “creatività” nell'epoca attuale, che favorisce un'esplorazione sfrenata di territori dove la fantasia si affranca da ogni remora e da qualunque pregiudizio.

Tale abbandono all'estro fantastico ha creato una moltitudine di realizzazioni dalla forte presa emotiva, che hanno teso sopratutto a catturare l'attenzione del pubblico attraverso sollecitazioni per incuriosirlo, stupirlo, disorientarlo.
Il risvolto di tale scelta è quello di proporre degli oggetti-totem, privi d'identità rispetto al contesto in cui esistono, senza connessione con la realtà, che contribuiscono a consolidare un sistema di “infinite solitudini”.

La scelta di una strada contraria, che punta all'astrazione, alla misura, all'equilibrio, alla semplificazione del messaggio iconico dell'oggetto, permette di contrapporre all'eccesso del rumore un silenzio meditativo, riflessivo, e tentare di riconnettere il filo conduttore del “discorso” progettuale, che sembra essersi spezzato.

Queste sono le linee guida che hanno contribuito alla nascita di «d-light»™ con la sua estetica sobria e minimale, in un modo assolutamente contemporaneo.

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Not simply skimming superficially through the subject of LED lighting.

Not just designing light but explaining it.

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