26 February 2008

la lampada e il filosofo





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…la lampada "patanjali" , cui accennavo, è una specie di corpo diffusore in polyethylene, che si ispira a un filosofo indiano, per taluni vissuto sei o sette secoli prima di Cristo, per altri addirittura diecimila anni prima, una sorta di grande padre del pensiero yoga. La lampada si compone di un parte luminosa in metacrilato e in grado di emettere, a contatto col calore luminoso, profumi. L’idea è interessante, soprattutto se si vuol creare una sorta di atmosfera che leghi quest’oggetto, così “moderno” nelle linee, con il pensatore mitico cui è dedicata. Si tratta insomma di una dedica, con un evidente rimando all’idea di “illuminazione”, che forse ci converrebbe tradurre come coscienza: dunque una lampada-pensiero, termine bizzarro che mi viene or ora per definirla senza definirla lampada tout court, perché solo lampada non è. Ecco un’altra volta una combinazione, una amalgama, una cosa che diviene anche un’altra cosa. Si tratta di accendere questo oggetto/diffusore che ha al suo interno delle lampadine del futuro che sono i diodi, a basso consumo in capace di dar luce per moltissimo tempo, e di svitare uno dei coperchietti che contengono le tre essenze profumate di cui si vogliono, o singolarmente o mescolandoli, “ascoltare” gli odori per il "chez moi".

Ruben Garbellini

12 February 2008

incipit

Aliki non rifiuta affatto questi ultimi cinquant’anni di ritrovati tecnologici. Pare quest’ultimo un discorso scontato ma così non è, perché per millenni si sono utilizzati legno, pietra, metallo al più e nei più fortuiti casi. Materiali quali le resine sintetiche, il plexiglas, l’alluminio, il silicone, la vetroresina, le plastiche, ormai talmente inglobate nella nostra vita da non essere più riconoscibili come parte “altra”, non sono affatto parte della nostra storia se non da meno di mezzo secolo. Per cui, considerare l’inevitabile amalgama (un’altra mutazione) che designers, architetti e artisti hanno saputo creare o dovuto subire non è affatto poca cosa. Tanto più che la velocità di frana che ha assunto la moderna “esistenza”, pure nei suoi differenti o quotidiani aspetti, non permette più antiche, pur tuttavia amatissime, disquisizioni sul bello e sulle sue categorie. China pericolosa, questa, che può allungarsi per non più ritornare.

Queste brevi note accennano perciò all’idea di “amalgama”, di quasi contaminazione, che sottende alcuni oggetti dello studio/laboratorio di Aliki. L’idea stessa di mutazione è presente in un luogo fisico, stesso laboratorio /studio, dove tanto si realizzano manualmente delle “cose”, tanto le si sottopone al giudizio e all’eventuale scelta del pubblico. Si tratta di un piccola catena produttiva che non viene spezzata, ma costituisce una quotidianità artigianale: un altro amalgama tra le materie tecnologiche più “nuove”come l'implementazione della tecnologia a LED e la concezione manuale dell’assemblaggio.Si chiama la "customizazione".

Ragionamento quest’ultimo che fa rimbalzare il pensiero verso il secondo polo, o aspetto, generatore degli “oggetti”(non definibili in altro modo, siano essi funzionali o più decorativi) di Aliki: il mondo della filosofia. Una cultura filosofica, nel caso di Aliki, anch’essa “mescolata”, che da un fulcro di τεκνή occidentale continua a rivolgersi verso la melancolia della dimensione metafisica dell’Oriente, sentita quasi come una meta necessaria da raggiungere. Nasce da questo la lampada-profumiera dedicata al leggendario filosofo indiano Patanjali?

2 febbraio 2008
Ruben Garbellini

11 February 2008

quattro i nuovi trend fondamentali




Cambiamento negli stili di vita, nuovi comportamenti dei consumatori: sono quattro i filoni fondamentali evidenziati e presentati ai produttori italiani nel corso dell´incontro informativo di Gold Expressions 2007.

Accanto a lo spazio lasciato alla tradizione, espressa però in forme molto diverse, e quasi sempre nei toni caldi, l'altro filo rosso evidenziato è quello del viaggio spirituale, della ricerca di interiorità, contatto con la natura, che nel mondo dei preziosi si traduce verso una re-interpretazione della gioielleria

Il gioiello che verra : le tendenze
Il terzo filone è quello del ponte tra culture che porta nella gioielleria una contaminazione di stile, gusti, estetica, che passano dal buddismo, all' arte degli Mongol, all´opulenza dello stile di paesi esotici e lontani.

Infine tra le tendenze che affascinano i consumatori si trova la cosidetta biolosofia legata ai cambiamenti radicali che stanno interessando il design e rappresentata dalle creazioni del disegnatore Karim Rashid. Si tratta di gioeilli tattili che risvegliano i sensi, a base di metalli tecnologici misti o preziosi, materiali resinosi incolore e pietre, in un mix di natura grezza organica e materiali arteficiali.

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